|
Ex colonia belga, il Burundi si trova nella Regione dei Grandi Laghi e confina con la Tanzania, il Ruanda ed il Congo. È prevalentemente collinare: gran parte del territorio raggiunge i 1.500 m di altezza e solo la zona in cui si trova la capitale Bujumbura è a quota 700 m. Il Burundi è uno dei paesi più poveri del mondo. L’economia poggia in larga parte su un’agricoltura di sussistenza: la produttività è scarsa e le esportazioni riguardano per l’80% il caffè. Il debito estero è di un miliardo e 133 milioni di dollari americani. Dal 1993, quando il colpo di stato militare assassinò il Presidente democraticamente eletto, il Burundi è lacerato da una serie di violenti conflitti che hanno causato decine di migliaia di morti e l’esodo di interi villaggi in luoghi più tranquilli o in altri stati (Tanzania).
A ciò si sono poi aggiunti l’embargo economico imposto dai paesi vicini e la limitazione degli aiuti internazionali. I burundesi sono circa 6.400.000, di cui oltre il 58% vive oggi sotto la soglia della povertà.
Le condizioni di vita sono drasticamente peggiorate nel corso della guerra civile. In un decennio, la percentuale di persone denutrite è passata dal 49% al 70%. I casi di malattia a carattere endemico sono aumentati del 200% e la diffusione del virus HIV ha toccato indici allarmanti.
In sintesi, attualmente il Burundi si trova nelle seguenti condizioni:
un tasso di scolarizzazione del 53% e una popolazione adulta analfabeta del 49,6%
un tasso di mortalità infantile di 114 su 1000
una vita media di circa 41 anni
un medico ogni 100.000 abitanti
un indice di sviluppo umano dello 0,339%
|