Diritti umani nelle zone di frontiera
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Continente: America Latina
Paese: Venezuela
Settore di intervento: Diritti

Il Venezuela soffre a causa di una preoccupante situazione di insicurezza sociale e di costante violazione dei diritti umani, soprattutto dei popoli indigeni.

Lo Stato cerca di nascondere i dati sul numero reale di omicidi e furti, crimini che rimangono impuniti, ma fonti ufficiali affermano che solo nel 2009 nel Paese sono state uccise 19.133 persone, una ogni mezz’ora (Instituto Nacional de Estadistica – 2010).

 Nelle zone di frontiera la situazione raggiunge livelli ancora più allarmanti: la cittadinanza vive in totale assenza dello Stato in territori militarizzati, dove i diritti umani di venezuelani e stranieri, prevalentemente colombiani, sono ripetutamente e sistematicamente violati. 

Si tratta di diritti imprescindibili: il diritto alla vita e alla libertà. Allo stesso modo sono violati i loro diritti economici, sociali e culturali, in particolare per quel che riguarda la proprietà e l’uso della terra.

Le autorità venezuelane responsabili del controllo degli ingressi di stranieri associano la nazionalità colombiana alla guerriglia, al traffico di droga o ai sequestri e tendono così a considerarli come i responsabili dei problemi che caratterizzano la zona in questione. 

Questa è una evidente espressione di xenofobia. I membri delle comunità indigene sono molto spesso vittime di questi abusi.

Inoltre gli abitanti delle frontiere devono convivere quotidianamente con gravi problemi come gli omicidi per mano di sicari, il lavoro minorile, l’aumento della prostituzione e i sequestri. Delinquenza e vandalismo, azioni violente commesse dagli appartenenti a gruppi legati al narcotraffico, alla guerriglia e al contrabbando di benzina e di alimenti. 

Obiettivi

Abbassare gli indici di violazione dei diritti umani nella zona di frontiera tra Venezuela e Colombia e nella regione andina del Venezuela (stati di Zulia, Tachira, Apure e Amazonas) e rafforzare 43 ONG e 580 attivisti, promotori, difensori dei diritti umani, rappresentanti ecclesiastici e attori sociali, nell’arco di due anni.

Soggetti

Il progetto di “Programma di Rafforzamento della Società Civile Andina” è sviluppato da Uniandes, ONG di Sviluppo Sociale con sede principale a Mérida, con la collaborazione di CISV, Universidad Valle del Momboy e il Centro de Animación Juvenil.

Mira a coivolgere 580 attivisti, promotori, difensori dei diritti umani, rappresentanti ecclesiastici e attori sociali, organizzati in un Collettivo Virtuale e 720 promotori, difensori dei diritti umani, attori sociali e funzionari pubblici organizzati in un collettivo virtuale per la promozione, sensibilizzazione dell’opinione pubblica e incidenza sulle autorità locali, regionali e nazionali.

Attività

Vogliamo dare una risposta chiara alle violazioni dei diritti umani delle popolazioni locali, rafforzando i meccanismi di difesa dei diritti umani delle persone e delle ONG locali.

Attivisti, promotori, difensori dei diritti umani, rappresentanti ecclesiastici e attori sociali riceveranno una formazione specifica sulle violazioni dei diritti, con enfasi su temi di educazione, di cultura della pace e interculturalità, di meccanismi di difesa e di protezione dei difensori dei diritti umani e sul tema dei diritti delle donne e del diritto internazionale.

Questa formazione non sarà solo presenziale ma anche virtuale, grazie alla creazione di una piattaforma tecnologica-educativa, che supera la situazione attuale di isolamento degli attivisti.

Cosa puoi fare tu

– Con 50 € copri i costi per l’alfabetizzazione dei bambini

– Con 100 € finanzi le attività di lotta allo sfruttamento minorile

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Venezuela

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Questo intervento è finanziato in parte dalla CEI Conferenza Episcopale Italiana.

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