“Aprire il cuore e la mente può far bene a chiunque”. Le parole di Francesca sarebbero un ottimo modo per chiudere questo articolo e invece è importante che facciano parte della prima frase così da prepararci alla quantità di affetto che scorrerà nelle prossime righe.
Durante una bellissima chiacchierata di un’ora ci facciamo raccontare l’esperienza di una delle famiglie che ha partecipato al progetto “Rifugio Diffuso”, promosso da CISV e finanziato dal Comune di Torino.
Francesca dal 2022 fa la tutrice volontaria di minori ed è proprio grazie a questa scelta di vita che ha incontrato Ibrahim. “Ci siamo conosciuti nella comunità di salesiani dove era accolto e dove stava imparando l’italiano, c’è stata sin da subito un’ottima intesa. Dopo il compimento della maggiore età sarebbe dovuto rimanere per alcune settimane senza sistemazione e con mio marito Massimo abbiamo pensato di ospitarlo.”

Dopo questo primo esperimento riuscitissimo, la coppia decide di cercare la maniera di accogliere il ragazzo nella propria casa e di ottenere il prosieguo amministrativo per accompagnare Ibrahim fino ai 21 anni di età. È in questo momento che l’occasione di Rifugio Diffuso diventa una possibilità per mettere in pratica questo desiderio.
“La convivenza è un modo davvero speciale per entrare nella vita delle persone e per abbattere tanti dei pregiudizi che abbiamo. Vivendo con Ibrahim ho imparato tanto sull’Islam e su diverse modalità di vivere la quotidianità, i pasti e l’apertura al dialogo.”
Dai pranzi e cene condivise, alle gite, alle sessioni di studio con Massimo (professore anche fuori casa), poco a poco i tre sono diventati una famiglia a tutti gli effetti. “Ci sentiamo davvero tanto uniti, Ibrahim ha conosciuto i nostri parenti ed amici e siamo anche andati tutti insieme in vacanza in Sicilia”.
Parenti ed amici che hanno sempre incoraggiato ed ammirato il percorso che Francesca e Massimo avevano deciso di intraprendere: “Molte persone ci ritengono speciali perché stiamo vivendo questa esperienza, io consiglio di provarci, di viverla, perché è davvero una cosa che ti riempie di vita.”

Un viaggio da dodicenne in fuga dalla Costa d’Avorio, anni passati in Libia, l’arrivo a Malta e poi l’Italia. Un’adolescenza rubata dall’ingiustizia di un mondo che crea enormi disuglianze. “Da un lato Ibrahim è estremamente adulto, ha vissuto delle cose difficilissime, impensabili per le persone che vivono in questa fetta di mondo. Dall’altro è ancora un ragazzo e ha bisogno di vivere quella dimensione di affetto, di casa e di famiglia che gli è mancata tanto.”
Fa spavento pensare a quanto dolore può annidarsi nelle persone e quanti pochi strumenti esistono per scioglierlo e farlo diventare energia positiva. Il Rifugio Diffuso, ambisce a continuare ad essere uno di questi strumenti. “La differenza tra una comunità e l’accoglienza in famiglia è che in casa queste opportunità diventano percorsi di integrazione più efficaci, di benessere, di sconfitta della solitudine. Ibrahim ora ha un sacco di amici ivoriani ed italiani, studia per la maturità ed è un vulcano di vitalità”, continua emozionata Francesca.
Tutte le difficoltà e le paure si possono superare con dialogo, pazienza e con la voglia di investire in una relazione che regala energia positiva. “Non è stato sempre tutto facilissimo, all’inizio abbiamo affrontato silenzi e abitudini diverse. Poi poco a poco abbiamo imparato reciprocamente a conoscerci e la predisposizione alla positività di tutti e tre ha fatto sì che tutto funzionasse. Siamo statə davvero fortunatə a incontrare Ibrahim”.
Mentre stiamo per salutarci, Francesca aggiunge: “Mi spiace non avere più spazio in casa, sennò farei di più. Spero che questo progetto prosegua e che tante persone abbiano questa opportunità e volontà”. Lei, Massimo e Ibrahim hanno aperto la mente, il cuore e ora condividono la porta di casa, quella che tutti i giorni si apre per far scorrere le loro vite intrecciate dentro e fuori.
Siamo davvero felici di condividere l’emozione e l’entusiasmo di chi si è messo in gioco facendo la propria parte in un mondo sempre più divisivo, pauroso e incerto. Quanta vita si nasconde dietro il coraggio di provare? Speriamo che queste righe ne restituiscano una buona quantità!

Rifugio Diffuso è un progetto di CISV sostenuto dal Comune di Torino