L’autonomia economica è una delle battaglie più importanti per le persone disabilizzate in tutto il mondo. Tra le 200 imprese sociali che abbiamo sostenuto grazie al nostro progetto PROVIVES in Senegal, ce n’è anche una che lavora proprio su questo obiettivo. Per conoscerne lə protagonistə, ci siamo recate nella sede di Dakar del “GIE Handicap Service“, dove ad accoglierci è stato il Presidente, pronto a raccontarci delle tante attività che si svolgono nel centro dell’organizzazione.
Il percorso nasce nel 2014 grazie al sostegno di un progetto finanziato dai Paesi bassi e da sempre si concentra sull’accompagnamento verso l’autonomia scolastica ed economica delle persone con disabilità. Ci racconta così Mamadù Ndjae: “Dentro il nostro gruppo di lavoro siamo circa venti persone e ci occupiamo di produzione di materiali artigianali frutto di un processo di riciclo, della loro vendita ma anche della trasformazione di alimenti, facciamo succhi di frutta e marmellate che poi distribuiamo nei mercati locali, ai ristoranti e agli hotel della città”. Nell’impresa lavorano sia persone giovani che adulte, ognunə mette in campo le proprie capacità e la propria voglia di imparare, c’è chi cuce, c’è chi si occupa della parte più commerciale, chi della parte formativa ed educativa. “Una delle difficoltà più grandi che abbiamo è quella di spostarci per venire al lavoro e quindi uno dei nostri sogni e di avere un pulmino che ci venga a prendere per poter arrivare tutte le mattine allo stesso orario qui in sede, invece facciamo ancora tanta difficoltà ma non ci arrendiamo”.

Per ogni limite imposto da una società non ancora accessibile a tuttə, un progetto che possa fare la differenza. “È difficile per le persone disabilizzate accedere a percorsi formativi ed è per questo che facciamo anche corsi di informatica, marketing, comunicazione e gestione di impresa, nonché di cucito e riciclaggio di materiali“. PROVIVES è stato un altro di quei progetti che hanno permesso al gruppo di fare dei passi avanti. Ci racconta ancora Mamadou, “Grazie al vostro sostegno abbiamo potuto comprare nuovi macchinari per il riciclaggio ma anche dei computer, sistemare l’ufficio e soprattutto dare una forma burocratica più solida alla nostra organizzazione”.
E i clienti? Grazie a un percorso di incremento della qualità, il “GIE handicap Service” è riuscito negli anni a collezionare anche clienti eccellenza. “Adesso creiamo borse in materiale riciclato per Mini Bab, una famosa catena di prodotti artigianali di alto livello e ci occupiamo di creare prodotti anche per Sanatel, siamo contentə che queste imprese di questo calibro riconoscano il valore di prodotti creati da progetti come il nostro”.

Dopo aver visto in azione le macchine da cucire, aver dato un’occhiata a tutti i bellissimi colori delle produzioni dell’impresa sociale, decidiamo di portare in Italia un bellissimo porta pranzo e un portapenne. È bello pensare che i bei progetti diano sempre dei bei risultati, questi due oggetti ce lo ricordano ancora meglio. Ringraziamo il Gruppo “GIE handicap service” per averci guidato alla scoperta delle loro attività e per averci raccontato con il sorriso di tutte le soddisfazioni e tutti i sogni che ancora sono da realizzare.

Attività realizzata nel quadro della terza edizione del premio “Abbiamo un mondo in Comune – Categoria Aurelio Catalano” della Città di Torino.
A presto con le prossime storie di impresa sociale dal Senegal!