Sono ormai all’ultimo mese della mia esperienza in Brasile, cominciata a settembre 2025, nell’entroterra del Ceará, a Crateús. Qua la realtà è un pò lontana dall’immagine del Brasile da cartolina. Qui il Brasile ha il sapore della terra secca, degli açudes, del forró, della pesca, delle comunità che vivono intorno all’acqua.
Il nord-est del Brasile vive ogni anno la lotta contro la siccità, e così anche chi vive di pesca e agricoltura si ritrova a vedere quelle pozze d’acqua sparire giorno dopo giorno, fino al ritorno della tanto sperata pioggia. Sono passati 9 mesi da quando ho avuto il primo contatto con il semiarido, l’immagine della terra rossa, delle piante secche, degli alberi senza foglie, dei campi senza erba, rimane impressa nella mia mente. Quello che mi porto dentro è l’accoglienza che ho ricevuto, entrare in case dove spesso manca l’essenziale, ma dove il caffè è sempre pronto, perché si sa che qualcuno passerà a fare visita, è qualcosa che faccio fatica a spiegare.

È proprio su questo aspetto del semiárido che si concentrano molti dei progetti della Caritas di Crateús. Durante i mesi del mio volontariato ho avuto l’opportunità di contribuire a diverse iniziative dell’organizzazione: dal lavoro con i giovani, al sostegno delle famiglie delle aree rurali, al progetto legato alle cisterne per le comunità lontane dai centri urbani, all’educazione contestualizzata, fino alla distribuzione di pasti caldi alle persone che vivono in situazione di strada e senza fissa dimora.
Tra tutti i progetti, quello con cui mi sono identificata maggiormente è stato Caminhos de Resiliência, rivolto alle mulheres pescadoras. L’obiettivo del progetto è consolidare la gestione finanziaria e il posizionamento sul mercato dei gruppi di donne pescatrici artigianali, promuovere attività di sensibilizzazione sugli effetti dei cambiamenti climatici nella pesca artigianale e rafforzare i gruppi di donne nelle azioni di contrasto alla violenza di genere e nella discussione di strategie per una più equa divisione del lavoro domestico.
Insieme alle mulheres ho potuto comprendere davvero l’importanza del lavoro collettivo. Sono donne che, attraverso la forza della collettività, sono riuscite a raggiungere traguardi che per molto tempo sembravano impossibili. Oggi, anche a livello istituzionale, vengono finalmente riconosciute come pescatrici professioniste. È stata una lotta lunga e dura, una lotta per dimostrare che la pesca non appartiene solo agli uomini, ma anche alle donne che da sempre vivono, sostengono e portano avanti questo lavoro ogni giorno.

Si tratta di donne che svolgono molto più della sola attività di pesca. Oltre al lavoro negli açudes, si occupano della casa, della famiglia e di una serie di responsabilità quotidiane che spesso comportano conseguenze fisiche importanti, molte delle quali non vengono adeguatamente trattate. Nonostante i progressi ottenuti sul piano istituzionale, continuano a confrontarsi con una realtà sociale che troppo spesso non riconosce pienamente il loro lavoro e il loro contributo, come donne e come pescatrici.
Sono grata al CISV, al Servizio Civile, alla Caritas di Crateús e alle donne pescatrici che hanno reso questo percorso unico. Esperienze come queste ti fanno capire che la povertà non è una colpa individuale né una mancanza di impegno. Troppo spesso viene raccontata, fotografata e consumata come un’immagine, mentre si ignorano le disuguaglianze strutturali che la producono e la mantengono.
Vado via da qui con ancora molto da imparare, ma con ancora più voglia di vedere, accompagnare e credere che, nella collettività, le cose possano davvero cambiare.
In un mondo che ci spinge sempre di più a vivere come individui isolati, credo sia necessario ricordarsi che il cambiamento nasce dall’unione. Non lasciamoci trascinare da una società che ci insegna a guardare solo ciò che appare bello, produttivo o vincente, dimenticandoci delle persone, delle relazioni e della dignità umana.
E allora si, per me questo Brasile è la più bella cartolina che io abbia mai avuto la possibilità di ricevere.
Articolo di Daniela Tatani – Servizio Civile 2025/2026 con CISV e FOCSIV
