Il futuro del Niger è giovane e verde
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In un Paese in cui il deserto rappresenta la maggior parte del territorio, la crisi climatica si fa notare più che in altri contesti, come quelli in cui ancora ci si sorprende per piogge torrenziali alternate a periodi di siccità estrema.

Siamo in Niger, nell’Africa centro-settentrionale, contesto in cui immaginare un futuro basato sull’agricoltura potrebbe sembrare quasi fuori luogo. Come CISV e ACRA, non solo ci riteniamo ONG sognatrici ma abbiamo un’esperienza maturata in tantissimi anni di lavoro sul campo e sappiamo che l’idea non è per niente bislacca. L’agricoltura rappresenta uno dei settori che impiegano più persone nel Paese anche se ultimamente bisogna fare i conti con drastici cambiamenti climatici, una situazione politica sempre più instabile e il fatto che le campagne vengano abbandonate per le città.

I centri urbani, come avviene in tutto il mondo, diventano quei contenitori pieni di persone che sono incapaci di rispondere alla necessità di lavoro e abitazione in constante aumento. Nella capitale nigerina, Niamey, questa tendenza è ancora più tangibile che nel resto del Paese. È proprio qui che abbiamo voluto immaginare delle progettualità che potessero avere un impatto positivo tanto in termini lavorativi quanto in termini di sostenibiltà ambientale.

È così che grazie all’expertise delle nostre équipes locali siamo partitə per una nuova avventura insieme chiamata “Agrofutur – Opportunità di lavoro per i giovani nei sistemi agroalimentari urbani in Niger“. Con il nostro progetto ci impegneremo, insieme al CISAO dell’Università degli Studi di Torino e ai partner locali FCMN-NIYA e Nigerielles, per rendere l’agricoltura nelle zone periferiche della capitale una possibilità attraente per i giovani.

“In questo contesto si pensa all’agricoltura come legata alla sussistenza o alla tradizione, il nostro intento è invece quello di immaginarla come un settore in cui i giovani possano investire, costruire impresa e reddito.” ci racconta Marta Zaffaroni, responsabile per CISV dei progetti in Niger. “Lavorare nelle filiere agricole può essere una grande opportunità per le nuove generazioni. Speriamo di far arrivare nei mercati e sulle tavole di Niamey i prodotti di giovani agricoltori cittadini”, prosegue Marta.

Tra i protagonisti delle attività non solo i giovani ma anche gli sfollati interni, che devono ricostruire una quotidianità in una condizione transitoria difficile da sostenere da un punto di vista psicologico ed economico. Anche per queste persone l’agricoltura può rappresentare molto in termini di opportunità e di stabilità.

Tra le attività previste: costruzione di orti urbani, formazioni in agroecologia, orientamento professionale, borse di studio, incentivi per la creazione di impresa, incontri tra scuole e aziende e sensibilizzazione sulle migrazioni e sull’equità di genere. In questo momento come CISV ci stiamo impegnando nella selezione delle imprese agricole che saranno sostenute dal progetto, mentre ACRA si sta occupando di identificare e selezionare gli istituti scolastici che si occupano del settore agroalimentare per accompagnare studentesse e studenti in un percorso di orientamento professionale.

Si stanno inoltre identificando le famiglie sfollate interne per la realizzazione di piccoli orti urbani e tutto il team del progetto sta ricevendo una formazione sullo strumento Women’s Empowerment Agriculture Index – WEAI, un indicatore che misura l’emancipazione e l’inclusione femminile nel settore agricolo attraverso una procedura standardizzata.

Con l’entusiasmo di chi sta seminando per raccogliere tante soddisfazioni, vi terremo aggiornatə costantemente sui nostri canali social sullo sviluppo delle attività e sulle tantissime tematiche che un progetto così ampio ci permette di affrontare e trasmettere.

Agrofutur è un progetto finanziato dal Ministero dell’Interno e promosso da CIS con ACRA, CISAO, FCMN-NIYA e NigeriElles.

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