I nostri pomeriggi online di grandi chiacchiere e riflessioni con lə protagonistə del progetto “Comunidades Resilientes” in Honduras sono ormai diventati una bellissima abitudine.
Insieme a Cristina Porrello, responsabile per Progettomondo del progetto in loco, si collegano con noi dall’altra parte dell’Atlantico Maria Antonia Lopez, Greicy Ruiz e Nelson Betaco. L’obiettivo è quello di parlare di una delle parti più corpose di questo percorso di ormai tre anni: i 23 microprogetti di produzione agroecologica, trasformazione di alimenti, allevamento e artigianato che costituiscono anche uno dei risultati più importanti e tangibili dell’iniziativa.
Nelson, che si è occupato di seguire come responsabile per Fundación Chuluteca questo grande percorso, ci racconta emozionato: “Sono davvero innamorato di questo lavoro, poter aiutare le persone a realizzare i propri sogni è qualcosa che mi riempie il cuore. Vedere come lə produttricə riescono ad avere ora ingressi economici stabili, come le donne sono leader di alcune delle imprese, come al di là dei ruoli si generino amicizie e relazioni profonde è davvero potente.”
Sono state tante le formazioni a cui hanno partecipato le produttorə selezionatə dal progetto per raggiungere i propri obiettivi: finanza, costruzione di un business plan, studio di mercato, commercializzazione, promozione, gestione del personale, insomma una panoramica a 360 gradi sulla realizzazione efficiente di un’impresa territoriale. “È come aver un bambino piccolo, il progetto cresce insieme a te e devi sapertene prendere cura in tanti aspetti”, commenta Greicy con la voglia di iniziare a raccontarci di suo “figlio”, la Cooperativa Sol.
“Grazie a Comunidades Resilientes ho realizzato il mio sogno, ho sempre allevato galline ma non sono mai riuscita ad averne un numero consistente e a fare un lavoro a tempo pieno. Adesso grazie al sostegno e alle formazioni ricevute ho un pollaio di 300 metri quadri e 1500 galline di cui prendermi cura. Sono orgogliosa che ora come gruppo abbiamo anche una nostra marca e una visione con una lunga traiettoria”.
Dalle galline agli anacardi, un progetto che ha coinvolto produttorə con diverse specialità ma con la stessa visione della sostenibilità ambientale, del ruolo centrale delle donne e dell’importanza di costruire anche nelle zone rurali opportunità lavorative dignitose. “La nostra cooperativa è composta da 100 donne, ci occupiamo di trasformazione di anacardi biologici, lavoriamo il seme del frutto di questo bellissimo albero da anni. Adesso però abbiamo delle confezioni grazie a cui lo vendiamo con una bella presentazione e abbiamo iniziato ad esportare fino a Europa, è una grande soddisfazione sapere che il nostro lavoro arriva così lontano.” Ci racconta Maria Antonia della “Sureñita”.

In Honduras in generale e in particolare nella zona del Corredor Seco dove interviene il nostro progetto, sono tantissime le persone a dover emigrare per mancanza di opportunità lavorative. “Per noi è davvero importantissimo non dovercene andare, rimanere vicino alle nostre famiglie e amicizie, offrire opportunità lavorative alle donne del nostro territorio e avere una prospettiva di crescita.” Continua Maria Antonia, accompagnata subito da Gracy, “Lavorare nella zona rurale, nei processi agroecologici che abbiamo imparato a sviluppare, è una continua scoperta di nuove opportunità su come generare processi di economia locale e di scambio tra produttorə”.
L’agroecologia crea delle connessioni importanti tra chi produce alimenti e chi alleva del bestiame, con la giusta rete si possono quindi sfruttare in modo efficiente ed estremamente economico il concime e gli scarti organici, è importante uscire dalle regole di un mercato che vorrebbe la zona rurale dipendente dall’acquisto di pesticidi, semi e strumenti agricoli cari e poco sostenibili. L’agroecologia ha bisogno però di tempo e una buona dose di sogni e coraggio, cosa che non sembra assolutamente mancare a chi ha partecipato a “Comunidades Resilientes”.
“Il nostro slogan è “Un sogno diventato realtà”, i sogni si possono realizzare, è importante però incanalarli in un progetto strutturato ed avere delle buone guide come è stato per noi tutto il personale tecnico che ci ha accompagnato e ispirato” conclude Maria Antonia.
Il progetto, una volta concluso, avrà la grandissima sicurezza di continuare i suoi passi grazie a Fundación Chultuteca, partner locale che proseguirà con l’assistenza tecnica e formativa per le cooperative e le associazioni coinvolte sul territorio.
Ringraziamo per questo bellissimo confronto Cristina, Maria, Nelson e Gracy, che importante la vicinanza che sentiamo nonostante un oceano ci separi. Che bella la cooperazione internazionale che ci permette di creare ponti e ci permette di sognare insieme a chi gli stessi valori anche a chissà quanti chilometri di distanza. Che bello raccontarvelo.
